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Brindare per connettersi: il caso di experience marketing di Heineken al Nameless Festival

Come Heineken ha trasformato un semplice brindisi in una perfetta strategia per stimolare la socialità e creare una connessione memorabile con il brand.

Cover image copyright: Heineken ©

Oggi, che si tratti di grandi festival musicali, fiere B2B o convention aziendali, gli sponsor puntano sempre di più sull’experience marketing. Più che limitarsi ad esporre un logo in maniera statica, l’obiettivo è coinvolgere il pubblico offrendo esperienze interattive e momenti di vero intrattenimento.

Ne ho avuto la conferma partecipando all’ultima edizione del Nameless Festival 2026, l’iconico evento di musica elettronica e urban a Lecco. Mentre giravo nell’area sponsor tra un palco e l’altro, ho notato lo stand di Heineken, che mi è sembrato l’esempio più interessante di questo approccio. Mi ha colpito subito vedere decine di persone che ballavano e brindavano con dei bicchieri luminosi. Non era il solito gadget distribuito in modo passivo, ma un vero e proprio strumento progettato per far interagire e connettere le persone.

Clinker e “L’evento nell’evento”: la vera strategia di retention

La meccanica alla base di questa attivazione si chiama Clinker.

Dopo il suo acclamato debutto mondiale al Coachella, è stato presentato per la primissima volta in Europa proprio in Italia, al Nameless. Una vera e propria novità di quest’anno. Si tratta di un bracciale smart applicato ai prodotti Heineken che si sincronizza connettendosi con Spotify o altri servizi di streaming musicale.

Quando due persone fanno un brindisi (al clink, ossia il tintinnare dei bicchieri), il dispositivo si illumina in base al livello di “match” e di affinità musicale tra i due, permettendo poi di restare in contatto tramite un’apposita webapp dedicata.

Ma la vera genialità strategica non risiede solo nella tecnologia, bensì in quello che potremmo definire “l’evento nell’evento”. Heineken non si è limitata a distribuire bracciali, ma ha creato l’ Heineken® Stage : una vera e propria area dedicata con una sua line-up di DJ e ospiti d’eccezione. In un festival enorme composto da ben 4 palchi e svariate attività extra, il Clinker fungeva da vero e proprio magnete: le persone sceglievano di fermarsi e rimanere nello stand Heineken per socializzare e trovare nuove affinità. 

Intercettare la Gen Z: perché oggi servono connessioni reali

Per noi professionisti del marketing, comprendere queste dinamiche è fondamentale per intercettare le nuove generazioni. C’è un falso mito da sfatare: si pensa che i giovani vivano solo online. La realtà è ben diversa: come sottolinea lo Spotify’s 2024 Culture Next report , il 61% della Gen Z dichiara di sentirsi più solo oggi rispetto a dieci anni fa. Un dato confermato anche dal Freeman’s 2025 Gen Z Report, in cui il 69% degli intervistati afferma che la tecnologia li ha resi meno connessi e più isolati dagli altri.

La fuga dall’isolamento digitale si traduce in un fortissimo bisogno di connessioni “In Real Life”. Dall’indagine di AstraRicerche, oltre 3 giovani su 4 prediligono infatti incontrarsi in luoghi fisici. Per un’azienda, questo è un dato cruciale: i festival e i grandi eventi dal vivo diventano il luogo perfetto in cui inserirsi per colmare questo vuoto. E i giovani lo apprezzano: il 78% di loro vede ormai le attivazioni dei brand come parte integrante dell’esperienza del festival, e il 40% afferma addirittura che queste rendono l’evento migliore (TicketSwap Insight).

Il ROI dell’emozione: superare le sponsorizzazioni statiche

Tutto questo si traduce in un impatto concreto sul business, difficilmente raggiungibile con le sole sponsorizzazioni passive o con la semplice distribuzione di gadget brandizzati. Quando un brand smette di limitarsi a “comparire” dentro un evento e inizia a far vivere un’esperienza utile, coinvolgente e memorabile, i risultati diventano più tangibili e misurabili: una dinamica che vale tanto per i grandi festival B2C quanto per convention, fiere e appuntamenti B2B.

Guardando al mercato consumer — e quindi anche a contesti come un festival di musica elettronica, dove migliaia di giovani vivono il brand dentro un’esperienza collettiva — i dati EventTrack 2026 confermano il valore dell’experience marketing: il 62% dei consumatori dichiara di acquistare il prodotto o servizio promosso dopo l’evento e, tra gli acquisti registrati, il 38% avviene entro 24 ore. Ancora più significativo è il dato legato alla fidelizzazione: l’81% dei partecipanti afferma di essere diventato cliente o acquirente ricorrente dopo l’esperienza live.

Trasformare il marketing in una forma di utilità sociale significa proprio questo: non interrompere il pubblico con un messaggio pubblicitario, ma entrare nel suo momento, migliorarlo e renderlo memorabile.

Conclusione

Come agenzia creativa, in ClaimCreative siamo curiosi per vocazione. Siamo costantemente attenti alle novità nel mondo della comunicazione e del marketing, sia digitale che fisico, alla ricerca di nuove ispirazioni per aumentare il potenziale dei nostri clienti, online e offline. Iniziative come questa dimostrano quanto sia fondamentale essere sempre aggiornati su come cambia la socialità, per intercettare i nuovi trend e trasformarli in solide intuizioni strategiche per le aziende.

Cosa ne pensate di Clinker? Vi piacerebbe un’iniziativa del genere al prossimo evento a cui parteciperete?

Articolo di

Matteo Mastrototaro